La puntata di ieri dedicata a Genio e follia è stata arricchita dal contributo di un'amica ed esperta che è intervenuta in collegamento telefonico e ci ha regalato questo flusso di coscienza. E ci ha incantati.
butto giù di getto tutto quanto mi passi per la testa. si potrebbe iniziare con un quesito da un milione di dollari: ma genio e follia sono realmente imparentati o si tratta di un cliché? la questione è annosa e non ha soluzioni univoche. in generale, se si pensa all'ispirazione creativa dei grandi maestri del passato, questa a volte si manifesta con una tale intensità da assumere tutti gli aspetti di quella che comunemente definiremmo allucinazione. il genio ispirato e totalmente interiorizzato è come se si sdoppiasse. basta leggere la biografia di beethoven per capirlo. la descrizione del momento in cui erompe l'ispirazione musicale assomiglia agli stati allucinatori propri della schizofrenia. no, non sto parlando delle "porte della percezione" che si aprono con la chiave dell'LSD e neanche di Jim Morrison. spesso le melodie emergono d'improvviso, come se non dipendessero dalla volontà del compositore, quasi fossero le mani meri strumenti di trascrizione e i musicisti sciamani. musica e testo riflettono a specchio il loro ideatore? a volte in tutto, a volte apparentemente in niente. cosa si potrebbe immaginare della personalità dell'autore che rifila un ritornello reiterato e martellante? prendiamo una canzone come ageless beauty degli stars. non si sa nulla del testo e la musica suggerisce soltanto accordi maggiori e vacanze estive con la decappottabile. sì, almeno in superficie. poi ascolti più volte il mantra-refrain e capisci che forse l'intento più o meno inconscio era quello di contagiare. intento sadico, intento grandioso. un cumulo di parole speranzose da portarsi dietro, da canticchiare al supermercato o all'ingresso della metro. in psicologia si chiama angoscia di separazione. gli stars, in questo senso, la stanno evitando. non mi stacco da queste parole, non esorcizzo la smania, te la lascio, puoi farne ciò che vuoi, ma intanto io mi sento meglio. mal comune mezzo gaudio. la canzone d'amore ha sempre sguazzato. come dice alda merini, il no di una donna ha creato intere generazioni di poeti. là dove qualcosa manca, scatta il desiderio e la soddisfazione è il diserbante della creatività. perché quasi sempre c'è il binomio bello e stupido? e cosa mi dici del cantante degli okkervil river e dell'adone buckley (padre e figlio)? d'accordo, ci sono delle eccezioni. appunto. a volte, però, l'opera sembra del tutto indipendente. forse è una sensazione o forse qualcosa della sua natura la rende libera e risplendente di vita propria. insomma lasciamo spazio al mistero. non vorrai mica fare come freud che spiegava il perché delle opere di leonardo da vinci guadando la sua infanzia? nella musica suonata e cantata tanti fattori confluiscono in un unicum. ma qual è il fine ultimo? non ce n'è uno. gloria successo fama comunicazione? ma il genio è raggiungere questo o sosta oltre questo? dai, non dirmi che sei timido solo perché ti nascondi dietro i mascheroni degli slipknot o sotto l'ombretto di marilyn manson! ma quella è trasgressione! ah sì, ma dai. dimmi che c'è un osmosi tra chi sei e cosa suoni. penso dunque suono, suonando quello che penso. cosa evinceresti da un concerto dei locust? non ti sembra di pagare il ticket dopo una visita psichiatrica in ospedale, invece del biglietto? be', fortuna che in inghilterra e in america ticket è un'altra cosa. non sono ligabue che parla sempre di amici, sesso, calcio e bar mario. e con lui max pezzali e mille altri. sono forse geni? geni del marketing? o geni perché interpreti dell'uomo comune, quello che accende la radio e si accontenta non sapendo di accontentarsi? sto degenerando. ant è un animo gentile o riesce a nascondere la sua verve implosiva pur nei sussurri delle sue canzoni tutte ugualmente mansuete? ma forse è proprio nel sussurro implosivo che lui ha trovato la via per esplodere. ozzy osbourne prendeva i pipistrelli a morsi, ma in questo modo evitava di picchiare la moglie? non è nient'altro che uno spostamento? un concerto hard rock è la drammatizzazone di una maxilitigata di gruppo? i comici sono quasi tutti depressi e a tavola non fanno quasi mai battute di spirito? io lo so, l'ho visto il piglio oscuro di leonardo manera in pizzeria e mia zia che spegne il cellulare di domenica perché in preda alla malinconia. sto andando out of topic. schumann il 17 febbraio si alza e trascrive un motivo che gli hanno dettato gli angeli. essi gli si affollano intorno e gli fanno rivelazioni inedite. al mattino dei demoni suonano una sarabanda infernale. che ne sappiamo. magari anche cobain senza sostanze psicotrope sarebbe stato ritenuto pazzo. che soffrisse di depressione è noto. ma quali le radici? nell'infanzia ad aberdeen? nell'omosessualità repressa? nei neuroni decimati da anni di stravizi, nel vuoto spirituale della filosofia del tutto quindi niente? non lo sappiamo e non lo sapremo mai. è questo il bello. perché sullo scaffale non rimane la biografia che sciolga i motivi di un album, è l'album stesso che, attraverso il fruitore, parla per lui. siamo sciamani.
